Milena Canonero e la sua carriera da Oscar


L’unicità dello stile Made in Italy approda ancora una volta alla notte degli Oscar 2015, non solo negli outfits, ma diventa protagonista con la vittoria della costumista Milena Canonero, per il film Grand Budapest Hotel diretto da Wes Anderson.

Milena Canonero

Questa è già la quarta statuetta che conquista la costumista italiana, dopo quelle per Barry Lyndon di Stanley Kubrick, per Momenti di gloria di Hugh Hudson e infine per Marie Antoniette di Sofia Coppola.

Dopo aver terminato gli studi di storia e arte del costume a Genova, Milena si trasferisce a Londra e qui, grazie al suo compagno dell’epoca, incontra e inizia la collaborazione con Stanley Kubrick e sua moglie.Arancia meccanica  è la prima esperienza sul grande schermo, il suo estro e la sua creatività subiscono l’influenza del famoso regista.

E’ stata la più eccitante esperienza di lavoro della mia vita. Dagli studi che stavo completando sono passata al grande cinema: costumista in un film di Kubrick… Nell’osservare il suo modo di girare il film, gli obiettivi che usava, le luci che sperimentava, come entrava nei dettagli e come dirigeva gli attori, mi rendevo conto che si trattava del lavoro di un genio, nonostante la mia mancanza di esperienza”.

arancia_poster

Dopo quattro anni il lavoro al fianco di Kubrick continua, con la realizzazione di quello che diventerà un capolavoro, Barry Lyndon. Un lavoro che l’ha vista girovagare per l’Europa in cerca della giusta ispirazione; questa volta sua compagna di avventure è una stilista svedese Ulla-Britt Soderlund, con la quale in tempi da record riesce a realizzare un lavoro certosino sui costumi del film. Insoddisfatte degli abiti d’epoca ritrovare nelle case di moda, le due stiliste riescono a dare vita ad un laboratorio installato nella periferia di Londra, durante la fase di pre produzione, per poi essere riallestito per ben due volte, dapprima in Irlanda e poi successivamente a Londra, seguendo le fasi di produzione del film. Un lavoro attento e minuzioso, enorme e difficilissimo, che le conferisce la seconda statuetta tanto ambita nel mondo del cinema.

Il terzo Oscar la vede protagonista ancora una volta nei panni di una Marie Antoniette, diretta da Sophia Coppola. Ancora quello che balza agli occhi è la continua ricerca di ogni particolare, e la precisione con la quale rifacendosi agli abiti dell’età vittoriana, questa volta viene interpretata la figura di Maria Antonietta, con un tocco di inattesa modernità che la si può ritrovare non solo nella caratterizzazione del personaggio, ma anche nelle sneakers ai piedi della “ammodernata” regina francese.

Grand Budapest Hotel

In Grand Budapest Hotel la costumista si ispira a Gustave Klimt, ma soprattutto si lascia trasportare dal suo estro creativo, come la stessa Canonero dichiara:

Immergendomi nel mondo di Wes, grazie ai suoi stimoli e incoraggiamenti, ho potuto esprimere il mio personale apporto creativo. E’ un regista e autore speciale”.

marie_antoinette_ Marie-Antoniette

Barry Lyndon_Momenti-di-gloria-di-Hugh-Hudson

Ancora una volta la Moda italiana varca i confini nazionali per farsi conoscere nel mondo, la creatività di una artista come Milena Canonero diventa simbolo di una Italia che eccelle; quell’Italia che, a detta della costumista, non ha niente di più ma neanche tanto di meno della fama internazionale.

 Credits Immagini: Ilmattino.it; frockflics.com; marieclaire.it; thetelegraph.co.uk: 

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